Abbiamo messo a confronto due punti di vista differenti: da un lato giovani ragazzi che da poco fanno impresa, con successo, nel mondo del vino, dall’altro chi ha fondando una cantina storica, veterano del settore. Quattro aziende ai nostri microfoni: Pinto Vini, Dora Sarchese, Giovenzo ed Inverso, che ci hanno raccontato cosa significhi “fare il vino”.

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Ep.8 - In vino veritas
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Nella botte piccola c’è il vino buono.

Ortona, e in generale l’Abruzzo, è un territorio molto fertile per la vitivinicultura e offre prodotti eccezionali, spesso però poco conosciuti. Un dato significativo viene citato durante l’episodio: “soltanto il 30% del prodotto totale viene imbottigliato nell’Abruzzo, il restante 70 fuori Regione”. Insomma c'è molto da recuperare, non solo in termini economici ma anche di visibilità.

Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?

Anche qui la pandemia si è fatta sentire: l’importanza dell’incasso, più che della vendita in sè per sè, è diventata fondamentale per capire lo stato di salute dell’azienda. I nostri ospiti ci hanno poi raccontanto anche della possibilità di vendita su altri canali. Non tutti i mali vengono per nuocere: l’e-commerce è di fatto una costante per tutte le aziende produttrici, che ne hanno guadagnato in clientela e notorietà.

Non ti mettere in cammino, se la bocca non sa di vino.

Quanto può fare da traino l’industria del vino, e in particolare le singole cantine, per il turismo? Ce lo ha spiegato il Presidente del Movimento del Turismo del Vino, Nicola D’Auria, che con la sua Fontana del vino, presso la cantina Dora Sarchese, sa bene come trattare un ospite. Ci ha spiegato come nessun turista si faccia mai mancare un giro tra i vigneti qualora dovesse trovarsi in Abruzzo. Essere pronti ad un turismo enologico è prima di tutto una questione di ospitalità. A chi non si offrirebbe un buon bicchiere di vino?

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