Pochi giorni fa le scuole hanno finalmente riaperto. Soprattutto hanno riavviato le lezioni in classe, in presenza. È complicatissimo parlare di Scuola senza tirare in ballo tanti altri argomenti perché è un servizio essenziale: un riferimento per i giovani, per le famiglie, per la società. La Scuola ci obbliga a riflettere sul futuro di tutti. Non a caso il piano di investimenti della Ue per il rilancio dell’economia è stato definito “Next generation”. Perché guarda avanti e richiama la necessità di investire sul futuro, quindi sulle nuove generazioni.

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Ep.7 - Generazione Dad
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Relazioni a distanza

A Scuola si formano amicizie che durano nel tempo. Riaprire le scuole significa ricostruire non solo il filo dell’apprendimento e della formazione, ma il tessuto sociale. Un’esigenza che non può venire risolta attraverso la Didattica a distanza, la famosa Dad, che si avvale delle tecnologie digitali. Varie sono, infatti, le criticità: dalle famiglie che non possedevano sufficienti strumenti tecnologici, all’esclusione dei rapporti umani che, più di tutto, hanno bisogno di essere coltivati.

Scuola d’estate? Ni.

Gli studenti sarebbero favorevoli ad attività di potenziamento delle materie per i compagni che hanno avuto difficoltà nel seguire la Dad, oltre a seguire percorsi educativi. Assolutamente contrari, invece, alla proposta di proseguimento del programma di studi, opzione che renderebbe vano, a loro dire, lo sforzo di aver seguito le lezioni da casa e che rappresenterebbe un sacrificio troppo grande da sopportare, dopo un anno di chiusure forzate per gli studenti e per i professori.

“Mamma mi accompagni tu stamattina a scuola?”

Infine c'è il tema dei trasporti. Per tutti quelli che non hanno la fortuna di poter andare a scuola facendo due passi, il problema è notevole: spesso sugli autobus le norme anti-Covid non vengono rispettate, gli orari d’ingresso ed uscita sono coincidenti per molte classi, l’affollamento delle autolinee è un dato di fatto. Così diventa praticamente impossibile rispettare le regole di capienza e quindi di distanziamento. Inoltre, le riaperture dello scorso 26 aprile hanno mostrato il fianco di nuovo allo stesso problema. Se a settembre-ottobre eravamo ancora in emergenza, ad aprile il problema è diventato cronico, decretando purtroppo una sconfitta organizzativa.

A.S. 2021/2022.

La sfida per il prossimo anno è palese: tornare tutti in presenza. E non si parla solo di benefici sull’apprendimento e didattica, ma soprattutto a livello di benessere psicologico e sociale. Ritrovare la serenità nelle aule scolastiche sarà l’esame più importante del prossimo anno, oltre alla Maturità.